venerdì 21 gennaio 2022

Il Bicchiere Vuoto

 

 

Tutti i soldi che avevo

li ho spesi per stare in buona compagnia

e tutte le malefatte che posso aver compiuto

le ho fatte per una giusta causa


Se ho fatto qualcosa di così male

ora proprio non riesco a ricordare

ma di sicuro il più grande male

lo feci a me stesso solamente


Sono stato un uomo onesto

preso dalla vita come tutti

ma in fondo ero una persona semplice

fatto di calde parole e pacche sulle spalle 


Quindi bevo un bicchiere e ti saluto

che tu possa avere una buona fortuna 

che io possa alzarmi ancora un volta 


Non piangere per noi gente dimenticata

piangi per chi non ha mai provato cos’è l’amore

piangi per chi non ha mai conosciuto se stesso


E che io possa brindare alla tua salute ancora una volta

che io possa alzarmi per salutarti

che io possa sorridere a te


Buona notte e buona vita

 

 

giovedì 25 marzo 2021

Oltre l'orizzonte

 

Non capirò mai se il mare che vedo io è lo stesso che vedi tu.
Non saprò mai se il vento che senti sulla tua pelle lo sento anch’io nello stesso modo.
Non scoprirò mai se i colori che tu vedi attorno a te io li vedo allo stesso modo.

Ma se un giorno vorrai sederti accanto a me a guardare il mare,
un posto accanto a me ci sarà sempre.
Se un giorno vorrai, sentiremo insieme il vento sulla nostra pelle.
Se vorrai, guarderemo insieme i colori più belli.

Non importa se il mondo lo vediamo allo stesso modo,
Non importa se la pensiamo allo stesso modo,
Se amiamo le stesse cose, se ci piacciono gli stessi colori,
Non importa se parliamo la stessa lingua
Non importa se crediamo nello stesso Dio, o se non crediamo in nulla.

L’importante è sapere di aver lasciato un piccolo posticino accanto a noi,
per poter guardare le cose dallo stesso punto di vista,
questo non cambierà mai le diversità, ma impareremo a condividerle e ad essere migliori.
Paolo M.

mercoledì 27 gennaio 2016

Non chi dice Signore, Signore..


Più apprendo, più rifletto e più mi rendo conto di una cosa: che ognuno di noi è attaccato ai propri mali e in fondo vuole un motivo per stare male. Mi sono accorto che la gente vuole stare male. Ci si maschera di ogni sorta di bugia, coi Santini in tasca e le mani sulle orecchie, e quando proprio si sta male allora si tira fuori qualche frase di qualche filosofo morto che male non fa. Oppure è colpa dell'oroscopo, oppure della crisi. Non so...forse fa paura stare bene a questa società. Einstein di qua, Gandhi di la...ma a me piacevano quei professori che dicevano: "Non importa, spiegamelo a parole tue". E io lo vorrei dire a un pò di gente.. quasi a tutti forse. Spiegamelo a parole tue. Spiegami a parole tue cosa vuol dire Vivere. Cosa vuol dire essere, cosa vuol dire stare male.

Perchè parla parla.. ma poi siete sempre li! Com'è sta storia? Forse un consiglio non lo volete, ma io ve lo do lo stesso. Passate un pò di tempo coi bambini. loro si che ne sanno. 

Prescrivo una settimana di animazione ai bambini piccoli per tutti!

Paolo M.

lunedì 14 gennaio 2013

Chi Ama Ancora

Libera
Chiama e chi ama ancora.

C'è chi spera, c'è chi sogna,
c'è chi, come me, i sogni li chiama per nome.

Su e giù per questi giorni stampati fronte e retro.
macchie di colore a forma di parole.

Scegli una voce delle tante
una nota ingabbiata su griglie sonore.

A me il coraggio di chi ancora non parla
e così stanno le cose.

Tace chi insegna.


Paolo Melotto




sabato 12 maggio 2012

Amanti




Danzando, danzando a piedi nudi sul filo sospeso
canta il simposio al ritmo dei tuoi passi silenziosi

Dentro i tuoi occhi i colori son fatti di parole sussurrate
e continui a tracciare disegni su una tela non più bianca

Lascia che ti racconti della nascita e della morte del mito
gemiti soffocati sotto le coperte intrecciate con cura

Dita, mani e seta scivolano colando giù per i contorni
in fondo, in fondo, a disegnare la luna piena

Condensano i respiri nel luccicante bagliore,
occhi, schiusi, trasudanti, evaporano

Corde di rugiada ora vibrano al tuo sfiorare la notte
note porpora bagnano queste rive

Delicatamente sognano candide spiagge
si infrangono, scivolano, si infrangono ancora

Un soffio dal buio che non fa paura
  timide tende ora si scostano

Le onde, instancabili amanti,
tornano umilmente a cercare.

Paul

martedì 3 aprile 2012

Amo La Libertà


E scendiamo dalla stella urlando di paura

Ma cosa è mai successo?

Sono morto annegando nella tazza del tè.


E ora, ora mi sfogo perchè non trovo di meglio da fare.


Firmiamo il cruciverba

perché siamo troppo pigri di trovare le parole

E sagge esse aleggiano soltanto dove teniamo i ricordi


Ah che senso dell'umorismo che avete

Lor signori apprezzano la torta al cioccolato

Ma proprio nessuno vede che la torta non c'è?

E che non c'è nemmeno il cioccolato?

E omoni grassi e baffuti digrignano quei denti marci

E agitano quelle dita grassocce saltellando uno sopra l'altro

Fetta grande, fetta ripiena, fetta grassa e grossa.


Ma la torta non c'è signori miei

Al suo posto c'è un maialino legato,

bello pronto per esser cucinato

E povera creatura,

piangerebbe come un bambino

se solo non avesse quella grossa mela tra i denti


E chi sa di parer sfogo non dice altro che la verità

Chi lascia agli altri il compito di sanguinare

è instillato in una realtà distorta


E qua amici miei

Qua regna il caos

E uomini baffuti

Collassano su maialini disperati,

E il senso dell'umorismo

Ha il sapore del sangue

E lo sfogo è ormai premeditato


E ciò che pare...non è

E ciò che è... non pare più


Conservo ciò che trasuda

Distillato dalla mia coscienza


La verità

La verità signori miei

La verità è che amo la libertà

Amo la Libertà


Paul


giovedì 29 marzo 2012

Libertà dagli Ego


Ci sono momenti in cui anche i più forti cadono.
Ci sono momenti in cui ogni luce intorno a te sembra scomparire.

Sono momenti tristi, momenti in cui vorresti semplicemente stare male, vorresti solo soffrire ed esternare la tua sofferenza nel modo più visibile. La sofferenza nasce dal fatto che ascoltiamo tutte le voci che parlano più forte dentro di noi. E più gli diamo ascolto, più quelle voci diventano forti e non ci fanno sentire nient'altro.

Qual'è la soluzione dunque?
Molti di noi vorrebbero saperlo.
Una formula non c'è. Ognuno di noi è diverso. Per alcuni di noi la risposta si chiama Pazienza, per altri si chiama Lotta, per altri ancora si chiama Espiazione. Ma non siamo qui per parlare di cosa è soluzione e cosa non lo è.

Vi basti sapere che esiste.
E quando starete male, quando sarete presi dalla foga di mille pensieri negativi e contorti, non cercate di fuggire.
Non cercate di fuggire da quella persona che vi fa male, che vi fa soffrire, di cui siete gelosi. Perché siete gelosi?
Rinvierete semplicemente qualcosa che tornerà in un momento futuro. Dategli ascolto, ma rendendovi conto veramente di cosa stanno dicendo quelle voci. Diventate consapevoli delle assurdità che dicono, cercate l'Amore in quelle parole nate dagli Ego.
Non ne troverete. Perché quello non è Amore.

Rendetevi conto del bisogno e dell'attaccamento che provate per quella persona per cui state male...poi ascoltatevi mentre state dicendo: "non voglio vederti, non scrivermi, ci vediamo in un altro momento, se fai così preferisco non sentirti"....non c'è qualcosa che non va in questo ragionamento?

Sapete cos'è un Ego? E' tutto il contrario dell'Amore. E' un qualcosa creato da noi stessi per attaccarci ai sentimenti negativi, nascono per dare un senso logico a quella che in realtà è solo PAURA. Paura di vivere, paura di amare, paura di trovare Noi Stessi, paura di accettarci, paura di guardarci allo specchio e accettarci, paura di non ricevere fiducia, paura a fidarci di qualcuno, paura di stare bene. Allora entrano in gioco gli ego e ci dicono: "la colpa è di quella persona, la colpa è di quella cosa, la colpa è di quell'evento, la colpa di qua, la colpa di là!". Ma siamo noi a crearli! Nascono in gran parte da ciò che di confezionato ci è stato insegnato, dagli stereotipi della società in cui viviamo che ci porta a dover trovare qualcosa di giusto e qualcosa di sbagliato in ogni cosa. Perché?

Tutto è giusto, tutto succede perché Dio vi sta insegnando ad amare.

Vi rubano il cellulare? bene, cosa pensate in quel momento? pensate che chi ve l'ha rubato ha commesso un grave errore.
Non vi viene in mente che siete così attaccati a uno Stupido OGGETTO?!
No, perché gli Ego sono molto più furbi di quello che si può pensare.

Nel momento stesso in cui darete libero sfogo a quelle voci, nel momento stesso in cui smetterete di frenarle e direte: "Parla pure quanto vuoi" , quelle voci avranno pieno dominio su di voi, e allora capirete quanto siano stupide. E nel momento stesso in cui lo capirete, esse cadranno! Si frantumeranno! smetteranno di avere dominio su di voi, perché non sarete più voi a parlare.

In quel momento, potrete decidere semplicemente di lasciarle andare, e di cominciare ad Amare davvero quello che siete e quello che è la persona che vi causa tante sofferenze...o meglio, le tante sofferenze che vi permettete di provare per quella persona.

Inutile stare a 10 centimetri dal fondo e dire che le cose miglioreranno. Toccatelo quel fondo, sdraiatevi su di esso, accettate che siete li. Quando vi sarete abituati all'idea che siete arrivati li, potrete soltanto risalire. E quanto più accetterete l'idea di aver toccato il fondo, tanto più avrete la forza di risalire velocemente.
Cercate l'Amore.
Cercatelo nelle frasi che vi dite.
Nelle frasi stupide di gelosia e attaccamento.
Cercate la Felicità.
Rendetevi conto di quanto siete stupidi nel privarvi della libertà e nel cercare di privare le altre persone di questa possibilità.
L'amore è bello se è libero.

Godete di ciò che la vita vi offre, godete dei momenti di Amore che provate e non cercate di abituarvi ad esso.
Come un pescatore che tutti i giorni si reca presso la stessa splendida spiaggia a pescare, presto vi abituereste a quella splendida spiaggia e a quello splendido mare, e non vedreste più la meraviglia che vi offre.

Paul

domenica 4 marzo 2012

Essenza dei sogni



Dai un nome a questo sogno
Un bacio arriva da dietro il sipario
Una piccola lacrima brilla con ingenuità.

Lassù mille stelle sognano di noi, e ci invidiano,
e vorrebbero vivere tra noi, ma ciò è loro negato.
Siamo noi a dare luce ai loro sentimenti.

Tieni strette a te le parole,
sussurra piano piano
ciò che voglio sentire.

E' il sogno che vive
tra macchine luccicanti e baracche di zingari.
Tra torri in fiamme e serie televisive.

Il tempo che non muore mai.
Indefinibile ragione allo scorrere delle ore,
allo scorrere del sangue nelle vene.

Libera la tua essenza, un insieme unico di energia
Libera l'anima infinita, costellazione divina di segni.
Tutto è tuo. Ora.

Paul

sabato 3 marzo 2012

Brucia la bandiera, brucia sulla luna


Nell'illusione di un passo e nell'orgoglio di una bandiera
ci siamo sentiti dominatori dell'universo.
Nel silenzio dello spazio aleggia ora la nostra stupidità.
Dove il nostro sguardo non arriva,
le nostre sicurezze si spengono.

Ma qualcosa brucia ancora.

Siamo noi, bandiere al vento,
convinte di poter conquistare tutto ciò
su cui poggiamo i nostri piedi,
illuse di poter segnare tutti i cuori dove ci posiamo.

Dateci un fotogramma di vita da custodire
nella memoria color porpora.
Dateci un minuto di speranza che non finisca
nell'illusione di una notizia da rivista di moda.

Dov'è ciò che ci spetta?
Dov'è ciò per cui abbiamo urlato tutto questo tempo?
Dovè la vita che ci hanno dipinto?
Dov'è la saggezza che ci hanno donato?

Paul

mercoledì 8 febbraio 2012

Treno per Nowhere


E' ora di partire

Le porte si chiudono

Inizia il viaggio tanto atteso

Treno magico, anime in cammino


Questo treno ferma ovunque

Ma ferma una volta soltanto

Prega di raggiungerlo in tempo

Di non perdere una così importante occasione


Questo treno ferma in ogni momento

Ma ferma una volta soltanto

Fa in modo di essere previdente

Tu puoi intuire il momento opportuno


Questo treno ferma per ognuno di noi

Ma ferma una volta soltanto

Solo tu puoi capire quando toccherà a te

Preparati per il grande giorno


Questo treno ha infiniti posti

Ma uno solo è per te

Non scoraggiarti prima del tuo desiderio

Troverai il posto a te destinato


Questo treno ferma in ogni stazione

Ma in una sola si apriranno a te le porte

Lasciati condurre verso la tua meta

Il conducente sa esattamente dove scenderai


Questo treno ha infiniti controllori

Ma uno soltanto controllerà il tuo biglietto

In mezzo a fila di piccole marionette

Maschere deformate dal loro stesso potere


Questo treno ferma dove vuoi

Questo treno ferma quando vuoi

Questo treno è qua perchè tu lo vuoi


Paul

venerdì 20 gennaio 2012

Lassù sulla collina

Lassù sulla collina, nella notte,
Nel buio di chi dorme senza sogni
una candela brilla con dolcezza.

Non è la sua luce che vuole darti,
ma soltanto la speranza
che non sei il solo a sognare ad occhi aperti.

Paul

lunedì 16 gennaio 2012

Sulla nascita e la vita

Ti liberasti di qualcosa il primo giorno, il giorno in cui nascesti.

Allora eri troppo spaventato per capirlo.

Non ricordi. Sai, ma non conosci.

Sai che il fuoco fa male,

ma non ricordi la prima volta in cui lo scopristi.

Sai che l'amore è qualcosa di così forte da uccidere,

ma non ricordi la prima volta in cui fosti amato per davvero.


Affidati ad una mente effimera, intrappoliamo i nostri ricordi in una scatola troppo piccola.

Assetati ci avviciniamo una tazzina d'acqua davanti alla bottiglia ancora da aprire.

Una volta dissetati, torniamo a essere miseri, piccoli, insignificanti.

Sottovalutati da noi stessi, non abbiamo l'ambizione di metterci in contatto con chi siamo davvero.


"Il mio più grande maestro è me stesso."


"Ma allora non dovresti aiutarti nel momento stesso in cui cadi?

L'insegnamento non dovrebbe giungere repentino a cambiare i colori

che colano sulle tue palpebre a tingere il mondo che vedi?"


"Tutto dipende da quanto conosci di te stesso.

Tutto dipende da quanto vivi di te stesso.

Tutto dipende...dalla vita che ti permetti di vivere con te stesso."


Accetta che, se tutto ciò che è ora la tua vita morisse, cambiasse, si estinguesse.

Saresti ancora li, a vivere qualcosa che non sai cos'è...ma che pur sempre sa di vita.


Ti liberasti di qualcosa il primo giorno, il giorno in cui nascesti.

Era la voglia di vivere.

Vai e riprenditela.

Paul

venerdì 9 dicembre 2011

Sei un Artista?

Sei un artista?

Sei un politico?

Sei un assassino?

o forse uno stupratore?
Sei un nazista, un neo-nazista, un comunista, sei un ebreo?
Sei un lavoratore, sei un muratore o un idraulico, o un carpentiere?
Sei un uomo d'ufficio, un agente immobiliare, un tranviere, un ambasciatore, un soldato?
Lavori sedici ore al giorno? otto? Fai gli straordinari?
Sei uno stakanovista, un fannullone, un approfittatore, un affarista, un ingenuo, un ribelle?
Segui un sogno? fuggi dalle aspettative? Cogli l'attimo? aspetti il segno del destino? Rinneghi le cose che hai? ne cerchi di nuove?
Ti piaci? Ti odi? Vorresti essere una donna? o forse un uomo? vorresti i capelli ricci, biondi, lisci, mori?
Sudi sul salario per pagarti le scarpe di marca? o forse per una giacca nuova? magari hai un hobby, magari ti devi comprare la chitarra figa, magari una macchina fotografica da duemila euro. O magari aspetti i soldi per gonfiarti il seno, le labbra, per essere più appariscente, per un tatuaggio, per un piercing, magari per cambiare sesso?
Piangi per tua madre che ti ha lasciato? piangi per tuo padre che non vi paga gli alimenti? piangi per i tuoi nonni che ti volevano tanto bene? piangi per quello stronzo del tuo ex che quando ti vede ti ignora? piangi per quella puttana della tua ex che quando ti vede si bacia con un altro?
Perdi sempre a monopoly e ti consoli pensando di essere fortunato in amore? Vinci sempre e ti senti una merda per le facce degli altri? ci godi? aspetti che arrivi la prossima partita per cambiare tutto?
Quanti soldi spendi sulle scommesse? forse aspetti di giocare un euro ogni tanto quando il jackpot è alto? Forse non vinci e ti consoli perchè quei soldi non li volevi? forse non sapevi come spenderli, forse erano troppi, forse avresti perso gli amici, forse la famiglia, poi arriva la mafia e ti porta via e chiede il riscatto?
Aspetti l'anima gemella? Forse non esci di casa aspettando che bussi alla porta? Forse l'hai sognata e aspetti che arrivi? la cerchi ma non la trovi? forse non ci credi nell'anima gemella, sono quelle stronzate che dicono i preti e gli sfigati che non hanno mai amato e perduto per amore. Forse l'anima gemella arriva quando meno te lo aspetti, forse l'anima gemella è solo la tua, forse tutte lo sono in fondo. Forse aspetti di trovare l'anima nella persona più vicina a te ma non ti dai pace perchè ti fai schifo quando ti guardi allo specchio.
Ti droghi per essere felice? Ti droghi per arrivare a fine giornata? Spendi trecento euro al mese per essere libero? Forse ne spendi di più? Forse devi andare a rubare per essere libero. Forse stai pensando che l'alcool non è una droga. Magari le sigarette, le cicche, le canne. Magari ne rubi ogni tanto una dal tuo amico. Forse pensi di poter smettere domani. O se proprio non ce la fai il giorno dopo.
Magari ti dici che lo fai perchè ti piace. O magari perchè stai male. E magari dopo una canna te ne fai un'altra perchè presto le cose cambieranno. O magari ti buchi su una panchina di periferia pensando che un angelo ti metterà sulla retta via. Magari ordini un altro bicchiere di qualche porcata pensando che in fondo ti fa schifo. Magari ne approfitti per farti vedere. Magari speri che sulla tua fronte appaia un cartello con scritto:Chiuso,torno subito. Forse aspetti che qualcuno ti noti tra i tuoi amici ubriachi tanto quanto te, e magari qualcuno ti dirà qualche perla di saggezza.
Forse al mattino ti svegli e ti accendi una sigaretta. Magari te ne fai un paio. Forse ti senti immortale. Magari pensi a quelle persone che dopo tutto stanno ancora bene e l'hanno sempre fatto. Magari non è il caso di pensare a tutte le persone che ogni minuto muoiono in casa, in ospedale, per le strade. Forse ti dici che la tua via la troverai un giorno, quando ne avrai voglia. Forse pensi che arriverà quando e se ne avrai voglia.
Dipingi quadri che ti fanno cagare, forse vorresti essere come Picasso che se ne sbatteva le palle. Forse pensi di poter diventare famoso. Magari aspetti che al tuo campanello suoni un mecenate attirato dal colore della tua porta di casa. Magari aspetti che ti venga davvero male e allora potrai cambiare. Forse aspetti di morire perchè non ne vale la pena.
Forse ti fanno schifo i commenti degli altri. Forse non ne hai bisogno, i commenti te li fai da te. Forse ti senti meglio quando te ne stai sul divano a far passare le giornate davanti alla tv. Forse è meglio aspettare di sentire la solita stronzata della solita persona che ti cerca perchè vi vedete da troppo tempo. Forse è meglio stare a mangiare biscotti. Magari provi a cucinarti una torta. Magari ti scopri un ottimo cuoco quando fai le torte. Magari ci metti tanta nutella perchè ti danno fastidio quelle torte preconfezionate in cui ne mettono un cucchiaino.
Magari provi a farti una ragione di quello ce sei. Forse ti arrampichi sugli angoli dei tuoi specchi per sentirti più a posto. Forse non hai voglia di chiamare quella persona che ti può davvero aiutare. Forse ti da fastidio. Forse la ami ma non glielo vuoi dire. Magari ti da fastidio cambiare. Forse arriva fa te ogni giorno un messaggio di speranza ma lo cancelli senza leggerlo? Magari ti da fastidio pensare di poterti salvare. Forse è più figo spararsi ore di televisione piuttosto che salvarsi. Magari un giorno ti suiciderai. Magari pensi di andare in prima pagina sulla gazzetta della tua città. Forse tutti ti penseranno per una volta tanto. Magari non lo fai per pigrizia.

O magari non lo fai per una persona sola. Magari per te stesso. Forse non ti senti poi così una merda in fondo. Ti guardi allo specchio e non ti odi poi così tanto. Magari un giorno mi compro un bel cappello che mi piaccia. Si, proprio quel cappello che a tutti fa cagare. Magari una volta tanto faccio una foto a quella pianta così carina che per gli altri è solo una pianta dove pisciare quando si è ubriachi fuori dal locale. Magari un giorno scrivo una poesia che mi piaccia anche se non c'entra un cazzo con gli altri. Magari è sbagliata grammaticalmente. Magari hai una calligrafia del cazzo. Magari ti fa sorridere, e ti dimentichi del bicchiere sul bancone. Magari per una volta tanto chiami tu quella persona, magari mentre ci parli ti metti a sorridere da solo e te ne sbatti degli altri che sono abituati alla tua serietà. Magari un giorno la vai a trovare, la abbracci e senti tanto amore che non avevi più. Sicuramente è una persona nuova, magari prima la davi per scontata, quando avevi bisogno dopotutto era sempre li. Magari anche dentro te stesso eri sempre li ad aiutarti, e lasciavi che il tuo corpo si aggrappasse a te e lo tiravi su. Magari una volta tanto sto sveglio e mi guardo l'alba dal balcone di casa mia. Forse a tutti fa cagare, ma a me non serve andare alle Haway per godermi l'alba in un bel giorno limpido. Magari una volta tanto ti trovi a giocare a carte e ti dimentichi se lo stai facendo per vincere o per perdere. Magari lo fai per stare con chi ti vuole davvero bene. Forse lo fai perchè i momenti più belli si vivono dentro le stanze più buie, nei momenti più impensati, nelle situazioni più solite. Magari cerchi un buon motivo per andartene, magari un giorno lo fai davvero.
Magari te ne sei già andato il giorno che hai perso tutto, e non ti rendi conto che l'hai ritrovato già da subito se decidi di tornare. Magari potresti farlo oggi stesso, magari qualcuno ti dice qualcosa che vorresti sentire, o magari non lo vuoi sentire ma arriva. Magari aspetti un miracolo, forse aspetti un Santo che ti appaia e ti dica dove stai sbagliando. Magari aspetti di vedere un fantasma per casa, o un bicchiere che si sposta da solo. Magari credi agli alieni ma ti da fastidio non averne mai visto uno. Magari quella vecchietta che ti chiede una mano a fare benzina è un segno. Magari quella macchinetta che mi fotte i soldi e non mi lascia comprare le sigarette è un miracolo. Magari quella cazzo di gomma della macchina che si buca proprio quando vuoi uscire al sabato sera è un campanello d'allarme. Magari il cellulare che si scarica quando stai per chiamare la solita persona è un segno del destino. Magari non bisogna poi vedere un Angelo di Dio per avere un segno. Dopotutto che cazzo di segno sarebbe? Forse ho più bisogno di aiutare una vecchietta per non sentirmi così inutile. Forse ho bisogno di starmente a casa al sabato sera per capire che posso anche non ubriacarmi per stare bene. Magari piano piano posso anche pensare di stare meglio.

Sei un pensionato? sei un laureando? sei un barbone? sei un venditore ambulante? Sei un nullatenente? Sei una ragazza madre? Sei un drogato del cazzo?

Forse basta soltanto essere se stessi
Paul

mercoledì 30 novembre 2011

Preghiera

Fatto.
Sentimento libero.
Cielo senza stelle.
Cerchio di luce innaturale.

Sulla soglia qualcuno attende.
Il lupo solitario mi sta fissando
L'immagine che racconta in un sospiro
il momento in cui arriverà la morte per me.

L'ho già vista.
L'ho vista e rivista.
La conosco perchè è mia.

Abbandonerò il deserto.
Salirò tra milioni e milioni di fiaccole
Su per l'alta torre di ferro.

Il lupo se ne va per ora,
Ma il suo sguardo è qui
E' dentro me
Non se ne andrà mai

Fino a quando non giungera il momento
Ed egli mi condurrà
Verso la fine

Paul

sabato 19 novembre 2011

Ora Di Nuovo, Ora Per Sempre

..nero...tutto nero..
..nel silenzio più assoluto...nella notte più scura...

...nulla qua intorno...
...solo io...
...solo per una volta...
...lontano da tutto e da tutti...
...solo con la mia essenza...
...solo... ...solo... ...solo...

...all'improvviso un piccolo grido lacera il silenzio...
mi volto a guardare nell'oscurità dei miei pensieri...
...un abbagliante marea di luce in lontananza corre verso di me a gran velocità, squarciando il silenzio, distruggendo tutta l'oscurità del mio mondo...dapprima un piccolo bagliore, poi sempre più vicina, imponente, divina, maestosa...

inerme di fronte all'inevitabile...
cos'altro potrei fare?
...distendo le braccia, le protendo verso essa..
...e così chiudo gli occhi...e in un tremendo impatto mi lascio travolgere...

mille colori esplodono attorno a me
lume
luce
lucentezza
pazzia
migliaia di note diverse suonate con dolcezza e con calore, l'immagine di un bambino che piange,
un fiore che appassisce,
un fiocco di neve sopra la mia mano...
mille emozioni,
lacrime di gioia,
i tuoi occhi che piangono sangue,
i miei polsi sfiniti,
urla,
corde che si strappano,
capelli che cadono,
disperazione,
rinascita,
speranza,
la vita fugge veloce,
Immagini care,
disperazione per l'impossibilità di fermarle nell'istante della loro creazione,
colori che svaniscono e poi tornano,
pulsanti quasi quanto il dolore che sento,
sole accecante,
domande lasciate in sospeso,
pensieri protesi nel vuoto della solitudine
o dolce calore non lasciarmi,
mi stringo a te
voglio addormentarmi per sempre,
adagiarmi e lasciare che la corrente mi culli per sempre, volerò se ne avrò voglia,
sovrasterò l'universo,
per ora mi basta sapere che questo mare resterà nella mia mente,
che non se ne andrà
urlo, ancora più forte, lascio che tutto esca, che nulla rimanga dentro di me per più di un istante, inizio a strapparmi i vestiti, e lo sento, sento questo peso, questa gabbia tutta intorno a me...la mia anima chiusa dentro un corpo troppo piccolo, dentro un guscio ingombrante, lo strappo, lo lacero,lo taglio, lo ferisco, libero per sempre la mia anima, e lascio che essa se ne vada per sempre libera, come un gabbiano al suo primo volo, essa si libra sopra a me, volteggia leggera, incerta, sfiora lo specchio dei ricordi, e poi si innalza, per raggiungere posti ignoti, posti freschi e puri, luoghi sereni dove potrà riposarsi e costruire un piccolo nido.

Da li forse potrà ancora ammirare l'oceano che mi travolse, e io qui, peso morto tra le onde, avrò forse l'onore di ammirare la grandezza della mia anima, e dimenticherò la melma che mi avvolge, trascurerò la cancrena che arriva per divorarmi, ignorerò i vermi giunti per mangiare la mia carne, ho solo bisogno di un motivo per perdermi nel cielo terso e puro, per smettere di guardare il marcio che c'è qua attorno a me, per guardare oltre, per sentirmi libero da questo schifo, da questa umanità morta prima di nascere,da questi valori fatti e confezionati, da questi pregiudizi inutili, da una generazione che non crede in nulla, da tutta questa gente che sembra non capire che stiamo camminando verso un baratro,..

Voglio sentirmi libero da questo mondo,
ora e per sempre, solo questo desidero,
che la mia anima si erga per l'ultima volta, prima della fine, che essa sopravviva,
che essa se ne vada, che non muoia con me,
che lasci questo mondo con dignità,
per aspirare a qualcosa di più,
che sia da insegnamento per tutte le anime perse, che cammini verso la luce, che non si perda,

e io qui, corpo morto ed esanime, aspetterò che la luce si spenga per sempre, e sarò sereno nel sapere che qualcosa di me non morirà nel freddo gelido di questo buio che ora regna con me,

ora di nuovo,
ora per sempre

Paul

giovedì 17 novembre 2011

Monito

Voglio fare un viaggio.

Accarezzo le vibrazioni che salgono verso l'alto.

Osservo le volute fumose che salgono piano, dapprima così regolari, e poi improvvisamente così disordinate.

Le osservo mentre si sovrappongono, mentre si mischiano con il mio respiro, mentre diventano una cosa sola con il mio essere.


Cristalli di luce di un'infinitesima piccola parte del mio essere.

Risa di un bambino cullato nelle onde vaganti dell'oceano striato.


Vedo monumenti che si ergono nella speranza di popolazioni perdute.

Disperazione nel gesto ultimo di lasciare qualcosa di immortale nel tempo. Un bisbiglio perpetuo che ci sussurra un segreto inenarrabile.

Parole sconosciute si propagano nell'etere, pensieri racchiusi nella Cintura di Orione.


La sulle rive del fiume Qualcuno ha visto, qualcuno ha conosciuto la verità, il mistero è stato svelato ai pochi prescelti.

Il tempo, forza inarrestabile e perpetua, non ce ne ha fatto partecipi, le iscrizioni sono divenute incomprensibili, i simboli obsoleti.

Ora vedo gli astri che si rincorrono, la loro intensità aumenta, il cerchio si stringe attorno a noi.

Le nostre anime si intrecciano ancora e ancora, in un ciclo senza fine. L'energia si trasforma, assume nuove sembianze, indelebili quanto fievoli.


Sento la mia anima pulsare al contatto con l'ignoto.

Avverto la presenza di un messaggio lasciato li, in attesa di essere davvero compreso.


Un monito giunge infine.

E' accaduto In passato. Accadrà di nuovo. La domanda è solo: quando succederà?


Segui il ritmo cadenzato delle parole che terminano e ricominciano. Non avere paura di comprendere. Senti l'energia che esce dal tuo corpo per poi rientrare ricca del Mondo che ti circonda. Senti quel ritmo tribale che continua ad assillare la tua mente.


Ascolta invece di Sentire.

Comprendi invece di capire.


Il ritmo aumenta con la tua sete.

Bevi con me. Dissetiamoci insieme.

Sarà tutto perfetto.

Paul

mercoledì 16 novembre 2011

Sorridi Di Questo

Chi ha detto che dobbiamo reggere il peso del mondo?

Non aspettare che qualcuno ti comprenda, cerca la musa, cercala disperatamente...
sentila mentre sfiora le tue dita, mentre gioca dolcemente con le tue emozioni...
sentila mentre entra dentro di te.

Succede di colpo, in un attimo, un brivido, un lampo, ti prende, ti illumina,
ti trasfigura sopra ogni mondo, sopra ogni vita, disperatamente,
non senti nemmeno la forza per piangere, senti solo una commozione profonda,
e nn devi fare altro che lasciarti trasportare, prenderla per mano.

Non voglio la tua comprensione, è un amore immenso quanto intimo,
un privilegio, un tuono nel buio della notte disperata della mia anima,
un emozione che sanguina dentro una vibrazione che avvolge il mio Spirito.

Sono Io, nient'altro che Io,
Non giudicare ma ascolta, ascolta di chi l'ha incontrata e di come è nata la sua dolce storia.
No chiederti perchè, nessuno l'ha mai capito.

Esprimiti, fallo duramente, fa che sia forte, che sia un colpo di pistola,
senza esitazione, lascia che esca da dove nasce, non avere dubbi,
non ascoltare niente altro all'infuori della voce che parla dentro.
Le regole di questo mondo le decidi tu,
e devi solo seguire i raggi del sole per arrivare la dove nasce la tua intuizione.

Vivi per l'intuizione, per l'arte che sai fare tu, per l'imperfezione con cui la fai,
per lo straordinario amore con cui piangi nel buio di quest'urlo che ti porta alla pazzia.

Ridi del giudizio, dello sguardo altrui, della critica, di chi non capisce,
non comprende, di chi non apre le sue porte al tuo fantastico sogno.
Se così non fosse, sapremmo soltanto morire.

Queste sono lacrime diverse, hanno una scintilla che brilla per sempre,
nasce un piccolo calore che presto diventa un grande fuoco potente.

Brucia, non aspettare di spegnerti lentamente, brucia subito,
in un impeto, liberati, squarcia il freddo di chi ha perso quello che volevi dare.

Espanditi nel tuo universo, nella tua anima,
nel secondo della tua nascità e della tua morte.

Tu sei tutto questo,
sei un bambino che rimane commosso davanti al suo primo tramonto,
sei un uomo sensibile per le grandi meraviglie,
sei un Vecchio saggio le cui rughe coprono un sereno sorriso.
Il tuo Spirito si evolve sopra la tua arte, ride e ama, nuota nel tuo amore,
è il più grande amore nasce da quello che fai.

E con tenerezza guardi alla profonda imperfezione con cui riesce la tua arte,
perchè ciò che hai visto è diventato un disastro di colori.
Ma ci sorridi sopra, accarezzi quella tela che prima era bianca,
e pensi che forse la stai guardando davvero la tua anima sfaccettata,
in tanti piccoli tagli che stanno sanguinando,
ma da essi esce il miele del tuo più grande potere.

Il potere di essere te stesso.
E di non pretendere altro se non di continuare ad ammirare l'imperfezione
che ci rende così tanto umani.
Quel che ci lascia intravedere ciò che siamo davvero dentro, e che forse mai nessuno vedrà.
E di questo sorridi.

Paul



lunedì 14 novembre 2011

La regola del dormiente

Seguendo un istinto che vieta di essere una forma senza spigoli.
Un sentore liquido in cui mi immergo e mi disciolgo.
Tutto ciò che mi permea e mi attrae,
una nota sola che si ripete costante nella sinfonia.
Chiudi gli occhi, qua vige la regola del dormiente,
...
qui dominano i sogni e le carezze.
Distesi sul lenzuolo bianco, avvolti nel nostro eterno candore,
ora sentiamo di poterci chiamare puri,
non già perchè siamo peccatori su questa terra,
ma perchè ci addormentiamo nel più caldo abbraccio
che i nostri cuori sanno donare.

Paul

venerdì 12 agosto 2011

E le note con lui


Il vinile stanco posa la sua malinconica melodia
Sui miei timpani esausti
Calde vibrazioni, ovattate dal tempo,
Giungono ai miei assonnati riflessi
Quante note racconta il tuo amore sofferto?
Esso gira come una luccicante spirale
E musica e armonia e dolci suoni
Sussurri...la verità...
La verità è che il disco ha altre meravigliose sinfonie
Ma il tuo amore è la disperazione
Di un giradischi innamorato di quel
Giro sublime
A ripeterlo in eterno
A consumare il disco
E le note con lui
E poi, poi girerà ancora
Quando il piatto sarà vuoto
E sfiorerà ancora con l'anima
Quelle fantasiche note sublimi
Di un amore che il tuo giradischi suonerà in eterno
Anche se quelle note
Fuor suonate una volta soltanto.

Paul

lunedì 25 luglio 2011

Requiem


Suoni stridenti si diffondono nella foschia mattutina.
Solo nella nebbia confusa
nulla si mostra innanzi a me

Hai vissuto abbastanza per poter raccontare qualcosa di te?
Un rivolo di sangue appare in lontananza
passa davanti a me, prosegue la sua strada verso una metà sconosciuta

Qualcuno è forse morto senza dire nulla?
Piccole grida si perdono nel vuoto di una pagina bianca
gocce di sangue impresse nel ricordo indelebile

Hai cercato troppa dolcezza nelle altrui parole
Il miele fuoriesce senza che tu lo possa saggiare
E' questa una maledizione?
O forse e solo la prevedibile conseguenza per aver vissuto troppo?

Un tuono elettrico si diffonde ora nell'aria
squarcia l'aureo silenzio, inquietudine vestita di luce.

Un monito giunge infine.
È dunque questa la morte?
Sto raggiungendo l'altro lato dell'inferno.
Redimi le mie membra, prosciuga il ribollente sangue

Nella notte, nelle tenebre più totali.
Esseri maligni, essi hanno crocifisso la luna.
Mi hanno incatenato quaggiu, nel pozzo del mio dolore.
Mi hanno inchiodato al seme della mia pazzia

Nessuno ha mai visto un angelo cadere dal cielo
Qualcuno ha invece scarnificato vivo un povero bambino

Laggiù, sopra le montagne, sulle fredde alture insensibili
Un lupo solitario ti fissa immobile, osserva ogni tuo movimento
Urla, grida, morte che si bagna nella linfa porpora.

Io ho visto tutte le ere di questo mondo.
Io ti ho visto, uomo, mentre uccidevi tuo padre
ti ho visto, mentre bruciavi i tuoi antenati, mentre annientavi i tuoi fratelli.

Ti ho visto mentre strappavi la carne dagli esili corpi dei miei simili.
Ti ho visto mentre strappavi capelli per farne tappeti, mentre staccavi denti per farne collane.
Ti ho visto mentre mangiavi la tua carne, mentre di tagliavi la gola,
mentre morivi nel tuo stesso sangue

Chiedo umilmente perdono per ogni chiodo che ho fissato al mio corpo.
Perdono per ogni proiettile che mi sono sparato in testa
Per ogni lama che ha ridotto i miei polsi in cenere

giù per la spiaggia una danza continua senza fine.
Mille esseri luccicanti danzano in cerchio, pregando il mare
ti vedo, inerme nelle gelide acque limpide.

Non vi preoccupate.
Sanguino ormai da molto.
Presto vi lascerò per sempre.

Sveglia,
vieni con me.
Ti porterò in posti ignoti
avanti,

scegli il segno del tuo giorno,
scegli la strada da seguire
sorprendi la tua vita
regala polvere magica,

seguimi lungo la foresta,
trovami tra gli antichi alberi

ogni cosa si rompe
da ogni cosa esce sangue
e danza


Paolo Melotto